Questa sezione contiene tutti i pensieri che gli amici e le persone affezionate a Mauro hanno composto per ricordarlo.

Ho conosciuto Mauro in occasione del suo matrimonio con Doriana stretta amica di mia moglie Maria. Purtroppo la frequentazione non è stata assidua in quanto le nostre abitazioni Bologna e Firenze non erano poi così tanto vicine.
Ciò nondimeno sia io che Maria abbiamo potuto apprezzare in lui un senso di profonda amicizia non comune in una conoscenza difficilmente frequentabile
L’onestà era il suo ideale,il lavoro la sua vita e la dedizione a Doriana il suo credo quotidiano sempre pronto a soddisfarne anche il più semplice dei suoi capricci.
Si dice che a lasciarci sono sempre le persone migliori.
Non c’è alcun dubbio che Mauro fosse per noi una di loro
Maria e Giulio

Caro Mauro, ci ha legato una lunga e sincera amicizia, nata nel reparto del Prof. Scotti, così come una grande stima professionale. Sei l’unico di cui mi sono fidata ad occhi chiusi, per estrarre il dente del giudizio. Ti ricordo sempre con tanto affetto.
Veronica

Mauro, un uomo che sapeva godere, e far godere, il bello della vita.
Mariagrazia

Mauro: un grande sincero amico, abbiamo passato dei bellissimi momenti insieme che ricordo sempre.
Giovanni

Mauro era innanzitutto un amico; era un bravissimo professionista, ma anche un artista e sapeva trasformare le proprie emozioni in musica, così come in bellissime parole. Grazie a Mauro per la tua amicizia, per aver portato bellezza e poesia nella mia vita e per avermi sostenuto nei momenti difficili e così spesso, molto spesso mi ritrovo a dire: “Ah, se ci fosse stato Mauro…”
Elisabetta

Carissimo Mauro sei sempre nei nostri pensieri, ricordiamo con tanto piacere il tempo passato con noi , la tua simpatia il tuo affetto e umanità nei confronti di tutti. Sfogliamo le pagine dell’album di matrimonio della Mariavittoria e ti troviamo sempre lì a rallegrare la festa! 
Aspettaci lassù con la tua chitarra e cantaremo ancor insieme le canzoni di De Andrè

Loredana

Amore, amicizia sincera, bontà, benevolenza, bravura in tutto ciò che faceva, carisma, cultura , carità, coraggio, curiosità, gentilezza, generosità, rispetto per tutti, simpatia: sono alcune delle tante qualità di Mauro, carissimo amico mio e di Giuseppe, mio marito.
Qualità che ha dimostrato in tutti i momenti della sua vita.
E’ stato guida, Cicerone, compagno e medico, durante tanti bellissimi viaggi che abbiamo fatto insieme.
A noi sembrava naturale e normale essere assistiti e aiutati tanto.
Mauro ha sempre suscitato in me una grande ammirazione, che ha raggiunto il culmine durante la grave malattia che lo aveva colpito che sulle prime pareva non dargli la possibilità di continuare il lavoro come dentista.
Ancora degente, con grande stoicismo aveva programmato di dedicarsi alla radiologia, in un momento in cui chiunque sarebbe caduto in depressione.
L’ho ammirato tanto per le cure ed il tempo che ha dedicato a molti bisognosi in Madagascar e per l’impegno verso i bambini.
Avrei da scrivere per ore su di Lui.
Ora di Lui mi rimane solo un meraviglioso ricordo.

Margherita

Caro Mauro, sono trascorsi 4 anni da quando hai spiccato il volo, ma sembra ieri. Il tuo viso sorridente ci accompagna sempre, sentirti raccontare dei viaggi in Africa e in altri paesi ci rendeva partecipi come se fossimo stati compagni di quei giorni.
La tua personalità poliedrica spaziava dalla musica al canto, alla professione, al cercare sempre di renderti utile agli altri, ad esempio dedicando settimane del tuo prezioso lavoro nelle missioni africane.
Eri una persona speciale, unica.
Adottare una bimba indiana, pur lontanissima dal punto di vista geografico, ti permetteva di viverla era vicinissima al cuore: ricordiamo l’orgoglio paterno con cui ci raccontavi del suo percorso scolastico e la tua gioia poi di essere diventato nonno.

Ora lei è una donna, diventata madre, e certamente il tuo spirito l’accompagnerà negli anni futuri.
Ti pensiamo spesso , a volte all’improvviso rientri, nei nostri discorsi. Gli amici non ci lasciano, camminano insieme a noi. Per sempre.
Nicos, Teresa, Marina

Descrivere Mauro in una frase è impossibile: quello che posso dire, sintetizzando al massimo, è questo: “Se le persone avessero anche solo un pezzettino della sua bontà, il mondo sarebbe decisamente un posto migliore“
Irina

Le persone che vengono a mancare continuano a esistere in ciò che lasciano negli altri, in coloro con cui condividono un sorriso, una risata, un pensiero.
Mauro era una persona che lasciava tanto a chiunque avesse la fortuna di incontrarlo: anche a me, che quando l’ho conosciuto ero solo una bambina.
Mauro per me vive ogni volta che ascolto i Queen: è indelebile il ricordo dei pomeriggi in cui, a casa sua, mi mostrava i video dei loro concerti sul proiettore, condividendo con me la sua passione per la loro musica, lasciandomi incantata ed assorta.
Allo stesso modo è indelebile il ricordo della sua amicizia con i miei genitori: per quanto fossi piccola avevo intuito quanto questa amicizia fosse per loro preziosa. Se ora, adulta, ho deciso di ritornare in questa città, è perché ne ho conservato un’immagine viva, accogliente, familiare che è stata plasmata dalle meravigliose persone che qui io e la mia famiglia abbiamo incontrato. Mauro era proprio una di quelle: una persona innegabilmente e genuinamente bella nel profondo, che ha reso inevitabilmente più ricco chiunque abbia potuto dirsi suo amico.
Grazie, Mauro, per ciò che mi hai regalato da bambina e che fa parte dell’adulta che sono ora, e che porterò sempre con me.

Silvia

Eri sempre avanti, ti ricordo
così, le lunghe gambe sparivano
in fondo alla strada, e in mare
cinque bracciate avanti, mentre doppiavi la punta del Faro, il costume rosso
unico colore nello scuro blu,
a Tremiti amatissima
Sempre dietro l’angolo, arrivavi
dai tuoi giri instancabile, sempre avanti

La domenica mattina con le paste buone per noi – ancora assopite – signore
mai stanco, curioso, oltre,
era il tuo motto, non pensare singolo pensa doppio!
la malattia era la tua
bozzolaia
dal dolore hai generato
musica e parole
Dicono che sei scomparso
io non ci credo, sei cinque bracciate avanti, doppiate le Rondinelle
hai girato l’angolo e abbiamo
perso di vista la tua giacca rossa
ma io so che sei ancora fra tutti noi

Licia

Sono convinta che ogni persona arrivi qui sulla terra con un proprio percorso esistenziale, da seguire e rispettare nell’arte del vivere.
Mauro, con la sua innata gentilezza e la sua generosità d’animo, ha rappresentato per me uno stimolo continuo nella ricerca di quale persona essere: il suo modo di relazionarsi al prossimo era tale da poterlo considerare un vero e proprio messaggero di apertura, attenzione, altruismo verso tutto ciò che lo circondava. Per me è stato, ed è tuttora, un esempio concreto e spontaneo di quello che significa essere in contatto con lo scopo della propria esistenza: aiutare ed essere un punto di riferimento per i suoi cari e per tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di condividere momenti di vita, a volte spensierati, ed in alcune circostanze emotivamente più impegnativi, ma che hanno sempre rafforzato questa sua impronta di persona “speciale”.

Mirella

Quando penso a Mauro, subito mi si scalda il cuore e nasce spontaneo un sorriso; poi gli dico… “Maurone, quanto mi manchi!!”
Mauro era un uomo completo, un uomo risolto, come pochi ce ne sono. Era in grado di miscelare e di tenere insieme gli opposti, in un affascinante e naturale equilibrio che pareva quasi una magia. Era un uomo concreto, ma al contempo un grande sognatore: amava la vita, ma sapeva affrontare il tema della morte.
Era un grande lavoratore, ma sapeva godersi a pieno la gratuità del tempo; era determinato e sicuro delle sue idee, ma sapeva confrontarsi con le idee di tutti. In una cosa sola non sapeva tenere insieme gli opposti: la capacità di amare e di accogliere… lui era sempre e solo capace di farti sentire accolto e avvolto dalle sue braccia e di sentirti voluto bene… tanto.
Questo è il mio Maurone, che porto nel cuore. Spero tanto di incontrarlo ancora.

Rossella

Sintetizzare il ricordo di Mauro in un pensiero è per me molto difficile, perché Mauro è stato tante cose.
Prima di tutto il compagno della mia amica e sui compagni delle amiche non si discute, si accolgono. Poi è stato il compagno della mia amica con il quale ho condiviso feste, viaggi, risate e riflessioni serie. Poi è stato l’amico presente affettuoso e generoso nei momenti di difficoltà e l’uomo al quale mia figlia, che ha sempre avuto un padre un po’ latitante, faceva riferimento per i consigli e per l’affetto di cui aveva bisogno, e che Mauro non le faceva mai mancare.
Negli ultimi anni abbiamo trascorso il Natale assieme: io, mia figlia, mia madre, la badante di mia madre, Mauro e Doriana. Negli ultimi due anni lo abbiamo passato fisicamente senza Mauro e l’ultimo anche senza mia madre e senza la sua badante. Si sono aggiunti altri amici storici, anche loro molto legati a Mauro e naturalmente si è parlato molto di lui, quindi Mauro c’era anche quest’ultimo Natale. Ecco, da quando Doriana me lo presentò una sera all’osteria dei Poeti, Mauro ha fatto sempre parte della mia vita, come un fratello, con il quale si poteva anche discutere energicamente, ma sul quale si poteva sempre contare. Mauro è stato un pezzo della mia famiglia.

Loretta

Nei nostri incontri, Mauro ripeteva sempre questa frase: “Mi ritengo una persona fortunata, perchè i miei genitori facendo sacrifici, mi hanno permesso di studiare e poter esercitare una professione che mi piace. Lavoro che mi permette di poter fare cose per me piacevoli, come viaggiare e dedicarmi alla mia passione che è la musica. Comporre e suonare mi dà felicità.”
Verena

Pensando allo zio Mauro sicuramente non basterebbero le parole per descrivere una persona così… con un’amore infinito, e con un gran calore. Ogni volta che entrava in casa nostra e gli saltavamo al collo mentre esclamava “i miei ragazzi” sprigionava un amore indescrivibile. Sempre pronto a raccontarci dei suoi mille viaggi, a sostenerci nelle nostre avventure, nelle nostre regate in barca e ad insegnare a me, Federico, come batterlo a boccette, e a mio fratello Alessandro come fregarlo a scacchi.
Federico

Ho conosciuto Mauro in un modo piuttosto curioso. 
Ci eravamo da poco trasferiti a Bologna; durante un’estate caldissima, mentre Silvia trascorreva qualche settimana dai nonni sul Lago Maggiore e Raniero era lontano per lavoro, un pomeriggio rientrai dall’ufficio ed avvertii uno strano ticchettio… molto lontano, piuttosto flebile, ma costante, ininterrotto. Mi misi a girare per l’appartamento per individuare meglio quel rumore, finchè lo collocai più o meno all’altezza della camera di Silvia. 
Per qualche strana combinazione, il rumore sembrava provenire da uno dei muri, e dall’alto. Dopo essermi scervellata su cosa potesse essere, guidata da quella logica che ci è nota per cui ad un fenomeno privo di senso la mente tende a dare un senso, qualunque esso sia, pensai che poteva essere una tubatura che perdeva. Tic tic tic…sicuramente era una tubatura, cos’altro poteva essere? Probabilmente si trattava di un guasto – decisi – e aveva a che fare col piano di sopra.
Con cautela uscii di casa, salii una rampa di scale e suonai alla porta con la targhetta “Caldari – Gallina”. Non conoscevo questi miei vicini, forse non li avevo neppure mai incrociati. Nessuno venne ad aprire per cui lasciai sulla porta un post it (mi piacerebbe ricordare come fossi riuscita a sintetizzare il problema in un post it, ma in qualche modo lo feci); un paio d’ore dopo il campanello suonò e alla mia porta c’era un uomo, o forse dovrei dire un ragazzo (avevamo poco più di quarant’anni, quindi eravamo ragazzi!) con un gran sorriso e gli occhi che brillavano. 
E fu così che conobbi Mauro. 
E se per un momento avevo temuto che il mio vicino potesse essere scostante o risentito per la seccatura (venivo dal Friuli, dove la gente è piuttosto ruvida) era perchè non conoscevo Mauro, che si prodigò in perlustrazioni accurate, in entrambi gli appartamenti, alla ricerca della fonte di quel suono, senza peraltro trovarla, tanto che quella sera finì soltanto con una bella chiacchierata.
Il giorno dopo, quasi per caso, scoprii che il misterioso ticchettio proveniva dalla cesta dei giocattoli di Silvia, dove un pupazzetto meccanico si era avviato da solo proseguendo imperterrito la sua attività in attesa di esaurire le batterie.
Mi vergognai di doverlo raccontare a Mauro, ma alla fine ci facemmo due risate insieme bevendo un aperitivo.
Così Mauro entrò nella nostra vita, “per caso” come accadono tutte le cose importanti. E con lui arrivarono Doriana e gli amici che poi diventarono i nostri amici.
Avremmo potuto non conoscerci mai, incrociarci per le scale salutandoci educatamente, e invece Mauro e Doriana diventarono i nostri migliori amici bolognesi.
Mauro ci manca.
Mauro è un regalo della vita, è come un destino: dopo averlo incontrato non sei più la stessa persona. Con la sua energia, la sua vitalità, la sua generosità ti cambia l’esistenza, in qualche modo.
Non si può dire che Mauro abbia voglia di vivere: Mauro È voglia di vivere.
Mauro è saggio, ha sempre le parole giuste. Mauro è attento, sa ascoltare e comprendere, sa guardarti dentro: trabocca di quella che chiamano intelligenza emotiva, che va ben oltre la nostra capacità di pensare, di ragionare.
Mauro “sente”, che è il modo più straordinario di stare al mondo. 
Perchè parlo di lui al presente? Perchè in questo universo di energia che si muove, che scorre, che va e ritorna, Mauro non è mai andato via, si è solo trasformato: è diventato energia pura, e come energia scorre nei nostri pensieri, nei nostri sogni, nelle nostre vite.
Ciao Mauro, ovunque tu sia.

Luisa

Mauro , che c’è da dire di Mauro , grande cultura , memoria di ferro e grande ordine mentale, impegno su tutto quello che faceva , esattamente il contrario di quello che sono io che mi butto a tuffo in tutto quello che mi capita davanti , senza pensarci, spontaneamente, eravamo molto legati, affascinati io dal suo e lui dal mio modo di essere, ho imparato molto da lui ma penso che anche lui abbia imparato molto da me , ci vediamo lassù caro amico, ho tante cose da dirti.
Stefano